Parco, Feole alla Tari: Becero populismo
Non ultime la rovente polemica sugli oneri di urbanizzazione che vedrebbe troppe lungaggini da parte del Parco nella concessione di licenze edilizie nei territori dei comuni membri, e quella sul rilascio delle autorizzazioni al taglio boschivo che interessano le tante aziende boschive del luogo. Inoltre gli stessi cittadini roccani sono sul piede di guerra poiché non sono più in grado di tollerare una situazione di stallo che in pratica caratterizza l’ente sin dalla sua nascita. Ma Feole tenta di placare gli animi: “L’Ente Parco deve funzionare sicuramente meglio e perché ciò accada esso deve essere aderente alla realtà locale. Sino ad oggi c’è stata troppa distrazione verso il territorio e le persone che vi abitano. Va considerato poi che senza i necessari mezzi economici ed un congruo personale amministrativo non si va da nessuna parte”. Il delegato provinciale in seno all’Ente Parco parla anche delle sue recenti scelte politiche: “Perché non mi sono presentato ai consigli comunali? Ebbene spesso ho avuto impegni personali ma non nascondo che molte assenze sono dipese dal clima ostile che si è creato nei miei confronti in consiglio comunale: vedere e sentire il pubblico che applaude ad ogni attacco dei consiglieri di maggioranza è stato troppo. Comunque tutti i cittadini sappiano che faccio e farò opposizione anche dall’esterno”. Feole è decaduto dalla carica di consigliere comunale e da capogruppo del Partito Democratico in seno allo stesso, al suo posto è subentrato Marino Di Cristofaro quale primo dei non eletti.
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